Dice Hewitt: la capacità di concentrarsi si basa su tre abilità. La prima: focalizzare quale è la cosa più importante che dobbiamo fare in quel momento, escludendo tutti gli altri pensieri laterali. Se devo finire la relazione, per esempio, è bene che non mi interroghi contemporaneamente su quale sarà il film migliore da proporre per la serata. La seconda: trasformare ogni intoppo, in quello che sto facendo, da una occasione per mollare e distrarmi a una per imparare qualcosa di più. La terza: eliminare ogni forma di distrazione proveniente dall’ambiente circostante. Un rumore, una persona, una vista (della finestra, o della scrivania a fianco).
Eliminare le distrazioni, appunto. Ecco a cosa può servire la musica: a farci concentrare meglio. Purché si scelga la musica giusta.
Prendiamo un lavoro ripetitivo. Per questo vale lo stesso principio degli esercizi aerobici in palestra: una bella musica ritmata è quel che ci vuole. Se invece la vostra è un’occupazione che richiede una certa dose di creatività manuale (ma non troppo intellettuale), allora il sottofondo giusto è quello della musica ambient. Una musica da ascensore, per intendersi.
Veniamo a chi deve scrivere: una relazione, il testo della lezione da fare a scuola, l’ordinazione per un fornitore. Qui gli esperti concordano tutti nel suggerire una musica priva di testi. Le liriche distraggono, anziché favorire la concentrazione. L’ideale è un brano di musica classica.

